cara Marmok,
avevo accettato in qualche modo il fatto che dai e dai, fossi giunto a considerare il cheddar un formaggio normale… no, non parlo di quello arancione che si illumina al buio, quello superstagionato che al pezzo costa più di una sessione dal parrucchiere di voi donne ma che almeno sa di formaggio e non di plastica…
ma ieri è successo l’irreparabile. un po’ come quando ti trovi con supermario sull’orlo del precipizio, e ci cadi dentro e oltre a perdere un po’ di vita ti trovi in un mondo parallelo tutto strano da cui non riesci più a tornare alla sezione normale del livello, insomma.
ero al supermercato e stavo per mettere nel cestino una nuova confezione di muesli… però ho pensato che alla fin fine non mi andavano più, che no ho abbastanza di roba ultradolce al momento, e ho passato un quarto d’ora a esplorare i vari cereali a disposizione per scegliere qualcosa di non iperglicemico e che non fosse junk food tipo le robe che mangiano i bimbi autoctoni che poi si fa prima a saltarli via che a girarci intorno…
alla fine ho scelto: confezione SO Organic verde e rassicurante (cibo biologico fuffetto per ridere insomma) di Oats. La confezione diceva che si può aggiungere zucchero o sale, quindi era LA scelta giusta: qualcosa di leggermente triste, poco colorato e non multivariato come il muesli e l’omonima analisi, in teoria salutare, gusto neutro, percentuale sana di zuccheri…
Bene.
Questa mattina prima colazione con l’avena, dunque.
L’orrore.
Cioè, di per sé il gusto non è neanche male. Ma la preparazione è disgustosa – versare acqua bollente su questo mix di avena tritata e polverizzata, aspettare qualche minuto finché diventi un blob molliccio e caldino… No, no, no… questo è troppo… Ma dov’è il croissant francese tutto burro e peccato di gola? Dov’è la fetta di pandoro tutto zucchero a velo e desiderio di consumarne venti fette per volta? O anche la piadina scaldata sotto il grill, spalmata di marmellata di lamponi e crema di cacao e arrotolata?
Cioè, hai capito? Uno inizia ad accettare il cheddar e finisce per mangiare il porridge. Che da piccolo solo il nome mi faceva ridere perché pensavo che fosse un blob di verdura ad alta concentrazione di porri, e l’idea che qualcuno potesse fare colazione a porri e fagiolata puoi immaginare quanto scatenasse la mia ilarità.
Beh, domani mattina colazione con croissant farcito con gorgonzola
Ah no, che poi il papa s’inkazza che non faccio abbastanza penitenza in questi giorni di dolore universale…