marmoks 2010

il manuale dei giovani marmocki

Le conseguenze dell’amore di una serial flopper Aprile 11, 2008

Archiviato in: L'Amore è stipulativo — ciceberenice @ 3:58 pm

Torno a lunga distanza di tempo a scrivere su una tastiera che non conosco, senza nemmeno sapere se sono ancora capace di scrivere i pensieri senza arrivare ad un preciso istante in cui di colpo smetto, decido che non ce la faccio e chiudo tutto.

e’ la rabbia che mi fa scrivere, lo so. e’ la delusione di momenti che vorrei non incrociare piu’ tra le mie emozioni. Ma sembra una congiura. sembra che nella vita di alcune persone gli eventi si debbano ripetere ciclici, perche’ forse fino a quando le persone non capiscono che devono cambiare non riusciranno mai a vedere davanti a se’ qualcosa di diverso.

Ecco. Io forse devo cambiare, anche se di preciso non so cosa dovrei cambiare in me e soprattutto non sono nemmeno sicura di volerlo… NOn sono sicura di dover essere io a cambiare, o se, invece, e’ il coraggio degli altri a non esserci… sono le bugie che sanno raccontarsi gli altri a dover cambiare..

Va bene, sono un fallimento sentimentale per eccellenza, eppure ce la metto tutta. Io ce l’ho sempre messa tutta perche’ le cose andassero. E allora cos’e’ che non funziona? cos’e’ che non va…

Mi si dice “tu non sai cosa significa stare insieme per tanti anni”. E’ vero, non lo so. Ma so cosa significa stare da soli per tanti anni. Provare la delusione profonda di vedere che nulla cambia, che cio’ che vuoi spesso non coincide con quello che vogliono gli altri, anche se cio’ che vuoi tu e’ meraviglioso e non riesci proprio a capacitarti di come gli altri riescano a non volerlo… Eppure so come si cerca di accettare la miopia degli altri. So come si fa passare quel dolore che le aspettative disattese creano nel profondo di te. Col tempo ho imparato l’arte della reazione, la perseveranza necessaria affinche’ l’incapacita’ degli altri di darti delle risposte non scalfisca la tua fiducia nel domani. Io ho dovuto imparare ad essere paziente. A fare tutto da me, a ricercare il piacere nel passeggiare da soli, accanto al silenzio, a ricercare da me le risposte ai silenzi degli altri. So cos’e’ un letto vuoto e un lungo periodo di nottate in bianco, tra la paura di non arrivare mai e quella di non vedere i miei errori… Perche’ gli altri ce la fanno a farsi amare ed io no? ci sara’ un perche’ a questo… ci deve essere… qual e’ il motivo, la ragione per cui alla fine non sono mai io ad essere presa per mano?

Io so cosa mi piace e credo che questo sia importante. So perfettamente essere fedela a me stessa, ad ogni costo, qualunque sia la verita’. La gente e’ piccola.. le persone sono mediocri ed io ne sono consapevole. Ma ho paura di non essere capace di vedere la mia mediocrita’, la mia piccolezza.

Mi sto schiantando alla velocita’ della luce su un dolore senza fine, che non ho la forza di affrontare, che non voglio affrontare. Vorrei per una volta ricevere qualcosa di diverso. Una mano tesa. Una sorpresa. Vorrei aprire la porta presto e trovare quegli occhi e quelle mani che sono venuti a guardarmi e a stringermi. Perche’ e’ cosi’ che dovrebbe essere l’amore, senza molte domande, ma fatto di gesti, di azioni silenziose.

Non conosco le relazioni lunghe, ma conosco i sentimenti e ho la volonta’ di metterci il mio amore. senza reticenze, senza dubbi. Ho il desiderio immenso di non nascondermi. di dare tutto quello che ho capito e conosciuto di me. Perche’ conoscersi da soli e’ una fatica che necessita di quattro occhi e molte mani. avrei voluto che fosse un amore a mostrarmi i miei nei, o a conoscere le mie cicatrici, la linea che creano le mie ossa, la strana forma delle mie orecchie. Conosco ogni cosa di me, ogni giro che fa la mia pelle, ogni difetto delle mie rughe. Conosco quella sottile linea che congiunge la mia gola allo stomaco e che sento tutte le volte che provo una delusione.

NOn sono felice e conosco la mia tristezza. So che il futuro potrebbe essere diverso da quello che vorrei, che pero’ bisogna sempre stare in piedi…

Ma vedi marmok, questo chi lo dice? perche’ io devo sempre stare in piedi? in piedi al lavoro, in piedi con la famiglia, in piedi con gli amici, in piedi con l’amore, in silenzio, mentre lui cerca di capire, capire, capire…. cosa vuoi capire piu’ di cosi’? di cos’altro hai bisogno? non lo senti anche tu? non lo vedi anche tu? Di che amore sei capace se poi non sei capace di questo amore? Quanto bisogna tremare e quanto ancora stringersi perche’ tu riesca a vedere quello che e’ li’, talmente chiaro da rendere ubriachi di felicita’…

perche’ io devo stare in piedi quando tutto mi tira giu’? E’ come andare contro la gravita’… io sono stanca, fatemi crollare per terra e poi lasciatemi in pace, perche’ sono stanca di tenere tutto in piedi quando nessuno, nessuno aiuta me a tenere tutto in piedi. sono stanca, stanca da morire, stanca che sarebbe ora che qualcuno venisse a prendermi e a mettermi a letto, mi dicesse che non devo piu’ preoccuparmi di mille cose, ma solo di 500, perche’ alle altre 500 ci pensera’ lui da quel momento in poi.

Io ho trovato l’altra meta’ di me. mi conosco. sono intera, non devo piu’ cercarmi, ma qualcuno deve trovarmi. perche’ sono davanti a lui, in piedi ancora, ma per poco, perche’ davvero inizio a non farcela piu’. io ci sto credendo, ci sto credendo tantissimo, ma questa volta non sono pronta ad un no, cazzo la vita me lo deve, un cazzo di si me lo deve!

 

Iperluogo summer freedom Settembre 2, 2007

Archiviato in: L'Amore è stipulativo — ciceberenice @ 7:08 pm

Caro Marmok,

non credo sia nemmeno il caso di scusarmi con te per la lunga assenza dal blog… Conosci i miei tempi, i miei ritmi estivi e le mie priorita’ in procinto di abissarmi nell’iperluogo…

Dunque,

dovrei riuscire a farti un breve ed esplicativo sunto del periodo estivo…ma non so quanto questo sia effettivamente necessario, dal momento che tu, ormai da anni, sei a conoscenza delle dinamiche che mi vedono protagonista nei mesi di Luglio ed Agosto di grandi ribaltamenti di prospettive e di cambi repentini di volontà… ma a pensarci bene, inizio a credere che questi siano gli unici momenti di vera lucidità della mia vita, in cui le condizioni favorevoli e proprie di quella che dovrebbe essere la condizione standard minima dell’individuo, mi riportano alla realtà, alla mia vera volontà… In altre parole, in presenza di amici, habitat, solemareefantasia, spazi domestici confortevoli, ho ripreso possesso delle mia mente ed in ordine ho capito che:

- del SUV non me ne poteva fregare di meno (non dirmi “lo sapevo già” e dammi l’illusione di un minimo di cambiamento intercorso tra me e me dall’estate del 200 a.C. ad oggi!!!!)

- Il SUV era proprio un SUV, con la mania di parcheggiare sui marciapiedi e calpestare le aiuole: non ci piace a maggior ragione”

- Ci sono tante cose che ancora voglio vedere e conoscere nel mondo.

- Il richiamo dell’Iperluogo e’ l’unico indicatore capace di rilevare il mio coinvolgimento emotivo verso persone e interessi di altro genere.

Risultato?Il solito!Grazie!

Prima di mettere piede nell’Iperluogo mi sono trovata a scegliere tra 15 giorni di caos e rimescolamento di carte e un viaggio male assortito, poco convincente e molto rischioso…

Ho scelto, chiaramente,le potenzialita’ estreme di follia reiterata del posto della mia evasione e del sublime gioco della doppiezza, tra le mie anime plurime, che in posti diversi hanno la possibilita’ di farmi vivere due vite, quella che è e quella sarebbe stata, se non fossi partita anni fa per raggiungere il Nordeste…

E’ piu’ forte di qualsiasi altra esigenza… guardarmi in una prospettiva differente, in un contesto che ha le dimensioni di una miniatura, le complicazioni semplificate di un mondo che va avanti lento e non ti divora con i ritmi insostenibili e le solutidini inevitabili della grande citta’… Un mondo piccolo, fatto a volte di gente ridotta, di vite che non bastano a sè, che hanno bisogno della tua vita per alimentarsi… Che a volte se ne impossessano creando non-verità su te ed i tuoi pensieri… Ed io lascio che facciano, talvolta divertita, spesso urtata dalla faciloneria di chi parla senza sapere, agisce senza la consapevolezza delle conseguenze che ogni azione comporta…

ma io, lo sai, non cedo e continuo a sorridere e ad essere sempre piu’ affascinata dalla differenza tra ciò che è l’individualità, la verità di ognuno, e l’acquarello che gli altri si divertono (spero almeno si divertano anche loro) a picchiettare… Che stupida che e’ la gente, marmockio caro… Riesce a credere di poter rinchiudere in pochi aggettivi e qualche colore pasticciato l’immenso di chi e’ visto come “altro”… l’effetto che ha su di me tutto questo e’ l’irrobustimento della colonna, l’inasprimento di una bella verita’, che l’autoinganno e’ cio’ che continua a rendermi possibile la selezione tra l’ingenuità e la levatura dei pochi. E quei pochi me li scelgo come amici… Gli altri: si fottano.

Questa e’ stata l’estate della verità e della pulizia. Pochi i superstiti e qualche recuperato.

.. Un amico perso anni fa per colpa di D.dj e degli effetti perversi delle cotte iperluoghistiche.. A cui non ho mai saputo fare un discorso, dire “Ti voglio bene, sai?”. L’ho ritrovato, per caso, per pura coincidenza e ora lo voglio coltivare, lo voglio rincorrere e prendere…

tra i pochi, eletti, elettissimi, ha ‘preso vita la mia miniestate meridionale… In cui ho fatto la scelta di allargare i confini, di non cedere alle tentazioni, ergermi a fine e non a finalita’…

Molti corteggiatori, nessuno all’altezza della situazione… Della persona…

Sono innamorata, da anni e me ne accorgo ora. innamorata di un solo amore, inespresso, lento, impossibile… Di un amore grande, un gigante. L’unico capace di entrare sotto la pelle e marciare piano, piano… Di fondersi con me, di capire, straordinariamente capire il gioco della mente…

L’unico capace di salvarsi e salvarmi. E salvare.

Lo amo da sempre, lo capisco ora e ne ho paura, perche’ proprio non si puo’ e proprio non si deve…

Perche’ tutta questa purezza, questa pulizia, questo fondersi devono fare i conti con la vita, fatta di uomini, citta’ e storia… fatta di situazioni preesistenti che non lasciano spazio a noi, a quella meravigliosa idea di noi, forte, potente, inavvicinabile leggerezza di anime che continueranno ad appartenersi, nonostante siano condannate al non aversi…

Ed ora che si fa?! Ora che la verita’ e’ stata pronunciata… Come si torna indietro? Come si salva la propria vita?

Se l’amore e’ AMORE, se l’amore e’ quello irripetibile… Io come mi salvo? Non ci sono nomignoli da inventare… Non ci sono fatterelli con cui sminuire la grandezza di quest’uomo che per anni mi ha salvata e rimessa in piedi…recuperata dalle mie folli velleita’.. Rimessa in strada, quando mi perdevo tra i non-luoghi e i non amori, per la vena curiosa e labile della mia vita.

Marmok,

e ora che si fa?????

 

SUV e distanze Aprile 2, 2007

Archiviato in: L'Amore è stipulativo — ciceberenice @ 8:15 am

Caro Marmok,

ti ripropongo alcune chiavi interpretative riguardanti il mio studio di caso sul SUV.

Mi chiedo innanzitutto se, per la validità della ricerca, a questo punto non sia il caso di monitorare le matrici storiche dell’archivio “Melpy_ended_stories” e di inserire con alcune ricodifiche nuovi-vecchi casi da usare per un controllo, per poi incrociarli con alcune variabili dummy… Dici che sarebbe un’operazione un po’ fuffa? Dico, fare paragoni per rilevare l’efficienza del SUV… Forse sono metodologie davvero ataviche, poi io sono una qualitativa, non dovrei ragionare per matrici…

Comunque,

ritorniamo allo studio di caso.

Sto approfondendo la tipologia SUV partendo dal presupposto che questo sia un SUV della stramadonna..Pero’…

Ho notato attraverso dei test-retest che si, il SUV brucia le salite, le dune ed i cerchi infuocati, ma ha un problema sulle lunghe distanze: non mi regge la strada.

Proprio diventa un problema di motore… Ho pensato che magari e’ un diesel, che piano piano alla fine ci arriva… ma a volte e’ come se avesse problemi di carburazione, come se non gli pompasse la benzina fino a farlo partire…

un po’, certo, e’ la natura del SUV… Se avessi voluto velocita’ mi sarei scelta una ricerca su una lamborghini… O che ne so, sarei entrata nelle scuderie di Briatore… Ma lo sai, la modalita’ Camper o giu’ di lì fa sempre presa sul mio cuore da elettrauto…

Ma non vorrei cannare completamente il risultato e non scorgere i macro difetti di una vettura che mantiene le dimensioni di una monovolume ma che magari poi mi sfocia in un camion a rimorchio… Con quello scordiamoci le gitarelle in riva al mare e salcazzo come ci arriviamo per il week end in montagna!

E’ che questo e’ un caso estremo, un’opportunita’ per ribaltare tutti gli scivoloni delle mie ricerche di una vita ed entrare nel favoloso mondo del “c’e’ speranza per tutti”.

cioe’ questo proprio e’ una bella vettura, di quelle che mentre pensi che stia per aprire lo sportello in corsa e lanciarti fuori in tangenziale, ti fa venire fuori dal posacenere un ferrero rocher! Ed e’ li’ che mi si ribaltano le prospettive e mi chiedo se per caso non ho combinato un casino nella costruzione degli indicatori e magari questo non e’ un SUV e basta, ma proprio il prototipo del SUV del futuro…

E allora mi dico che forse come tutte le cose del mondo, anche un SUV puo’ avere un difetto… magari e’ una di quelle autovetture che ha tenuto un filo con il passato e devi aspettare qualche minuto prima che si accenda, eppoi devi aspettare un po’ prima che si riscaldi il motore e poi controllare che non ci sia il freno a mano e alla fine, con un po’ di culo parte!

In tutto questo io non so che fare, SUV o NON SUV? That’s the problem…

perche’ poi non riesco a mantenere quel famoso distacco e autocontrollo che un buon ricercatore ha l’obbligo deontologico di portare avanti… Poi entrano in scena tutti gli errori marmockissimi che ho fatto in passato e vorrei evitare di mettermi dietro al SUV e spingerlo da sola per farlo partire, non ho piu’ il fisico, poi non reggerebbe la pompa nemmeno a me..

Cioe’, ragazzo, io ho un’eta’! non posso piu’ fare la fatina con la bacchetta magica che ti dimostra che il Mondo e’ meraviglioso, basta solo che tu chiuda gli occhi e ti ci butti dentro… Anche perche’ negli anni ho abusato di campionamento casuale e mi sono trovata a sbagliare le ponderazioni, a sovrastimare risultati che non avevano nulla a che vedere con la realta’ e alla fine ho perso di credibilita’ anche io…

Ho collezionato davvero quanto di peggio abbia mai prodotto una fabbrica di automobili…

Marmock… Che cazzo di ricerca complicata!

 

SUV e stipulatività dell’amore Marzo 23, 2007

Archiviato in: L'Amore è stipulativo — ciceberenice @ 11:49 am

Caro marmock,

devo porti alcune questioni. Che l’amore sia stipulativo, ormai non abbiamo più dubbi: lo abbiamo appurato più e più volte con MM, STP, Perdigiorno, Le M … e anche Papà con la sua incredibile storia di ammore ci ha fatto intendere che ognuno può amare un po’ come gli gira: anche un giorno si e uno no… Anche sparendo per 5 mesi e poi chiedendoti di sposarlo… Insomma, la verità è che dell’amore degli altri non si può dire proprio niente, ma se così fosse non potremmo dire piu’ niente di nessuno e di nessun argomento… ma a noi ce piasce chiacchiera’ e quindi…

Prendiamo il SUV… Sto conducendo un’ analisi di caso su di lui… Dopo un’analisi esplorativa, ho stabilito come punto di partenza della mia ricerca che lui, al contrario di tutti gli altri finora monitorati- che non sono mai andati piu’ in là di una utilitaria di qualche anno di vita… be’ forse manuèl poteva anche essere una Barchetta…-   sia un SUV.

E’ un discorso che ha a che vedere con la stabilita’, cioe’ sembra tenere bene la strada, capisci? E’ uno che in Montagna ha potenza, ma non la banale potenza della Panda 4X4! ma e’ anche uno che sembra non insabbiarsi al mare… Insomma, uno che c’e’. A volte ha cosi’ tanta potenza nel seguire la sua strada che diventa più che SUV e prende dimensioni mastodontiche, pari forse ad un trattore con la scavatrice incorporata.. Ma poi mi chiedo…. Se uno e’ SUV dentro, resta SUV anche in città?… Sale sui marciapiedi, occupa un sacco di spazio nei parcheggi, non puo’ entrare nelle piccole strade… Magari resta SUV anche quando accompagna all’asilo i figli e blocca il passaggio alle altre macchine, ma che gliene frega, lui e’ SUV! Ecco, questo sto cercando di capire…

Certo, tu mi dirai se mi farebbe schifo un’intimita’ di SUV… No, in verità no. Ma non è questo il punto. Il quesito è:

Quanto qualcuno che è SUV può esser SUV in Salita e nella Sabbia e quanto invece può essere maggiolino decappottabile, con i giornali sui finestrini in una serata di Luglio piena di stelle, in cui neanche l’amore può essere stipulativo, ma ha un solo significato universalmente e trasversalmente interpretabile?

Perchè qui non si parla della Bat-mobile… Qui non è che uno nei giorni feriali e’ SUV e nei Festivi e’ Maggiolino… Qui bisogna capire se anche un SUV ha un Cuore di panna… Cioe’, la domanda epistemologicamente corretta è:

La natura del SUV prevede solo concetti che hanno a che vedere con la forza e la potenza, o anche un SUV può rimandare a concetti che hanno il valore di sensibilità, attenzione e dolcezza?

Una risposta, tu mi dirai è: Dipende, ci sono SUV e SUV… Dipende forse anche dagli accessori al suo interno… In questo caso, la Fiat 16 che è un po’ novellina sul mercato forse è un po’ sbarbatella… Quindi, se cosi’ fosse io potrei cercare di capire quale tipo di SUV mi rappresenta e darmi delle risposte…

Oppure potrei arrivare ad un’altra conclusione: che lui non e’ SUV e quindi devo ricominciare da capo la mia analisi…

E poi:

SE lui e’ SUV, io che cazzo sono? la macchina di Penelope Pitstop?… Ma che te lo dico a fare… Tu non hai mai avuto la televisione… Non sai neanche di cosa ti sto parlando…

E Perdigiorno? Perdigiorno cos’era? Una Regata Station, secondo me… 

Tu che dici marmock?

Lo so, lo so, hai pochi elementi, ma sai nell’ultimo periodo io sono stata un po’ sfuggente…