Torno a lunga distanza di tempo a scrivere su una tastiera che non conosco, senza nemmeno sapere se sono ancora capace di scrivere i pensieri senza arrivare ad un preciso istante in cui di colpo smetto, decido che non ce la faccio e chiudo tutto.
e’ la rabbia che mi fa scrivere, lo so. e’ la delusione di momenti che vorrei non incrociare piu’ tra le mie emozioni. Ma sembra una congiura. sembra che nella vita di alcune persone gli eventi si debbano ripetere ciclici, perche’ forse fino a quando le persone non capiscono che devono cambiare non riusciranno mai a vedere davanti a se’ qualcosa di diverso.
Ecco. Io forse devo cambiare, anche se di preciso non so cosa dovrei cambiare in me e soprattutto non sono nemmeno sicura di volerlo… NOn sono sicura di dover essere io a cambiare, o se, invece, e’ il coraggio degli altri a non esserci… sono le bugie che sanno raccontarsi gli altri a dover cambiare..
Va bene, sono un fallimento sentimentale per eccellenza, eppure ce la metto tutta. Io ce l’ho sempre messa tutta perche’ le cose andassero. E allora cos’e’ che non funziona? cos’e’ che non va…
Mi si dice “tu non sai cosa significa stare insieme per tanti anni”. E’ vero, non lo so. Ma so cosa significa stare da soli per tanti anni. Provare la delusione profonda di vedere che nulla cambia, che cio’ che vuoi spesso non coincide con quello che vogliono gli altri, anche se cio’ che vuoi tu e’ meraviglioso e non riesci proprio a capacitarti di come gli altri riescano a non volerlo… Eppure so come si cerca di accettare la miopia degli altri. So come si fa passare quel dolore che le aspettative disattese creano nel profondo di te. Col tempo ho imparato l’arte della reazione, la perseveranza necessaria affinche’ l’incapacita’ degli altri di darti delle risposte non scalfisca la tua fiducia nel domani. Io ho dovuto imparare ad essere paziente. A fare tutto da me, a ricercare il piacere nel passeggiare da soli, accanto al silenzio, a ricercare da me le risposte ai silenzi degli altri. So cos’e’ un letto vuoto e un lungo periodo di nottate in bianco, tra la paura di non arrivare mai e quella di non vedere i miei errori… Perche’ gli altri ce la fanno a farsi amare ed io no? ci sara’ un perche’ a questo… ci deve essere… qual e’ il motivo, la ragione per cui alla fine non sono mai io ad essere presa per mano?
Io so cosa mi piace e credo che questo sia importante. So perfettamente essere fedela a me stessa, ad ogni costo, qualunque sia la verita’. La gente e’ piccola.. le persone sono mediocri ed io ne sono consapevole. Ma ho paura di non essere capace di vedere la mia mediocrita’, la mia piccolezza.
Mi sto schiantando alla velocita’ della luce su un dolore senza fine, che non ho la forza di affrontare, che non voglio affrontare. Vorrei per una volta ricevere qualcosa di diverso. Una mano tesa. Una sorpresa. Vorrei aprire la porta presto e trovare quegli occhi e quelle mani che sono venuti a guardarmi e a stringermi. Perche’ e’ cosi’ che dovrebbe essere l’amore, senza molte domande, ma fatto di gesti, di azioni silenziose.
Non conosco le relazioni lunghe, ma conosco i sentimenti e ho la volonta’ di metterci il mio amore. senza reticenze, senza dubbi. Ho il desiderio immenso di non nascondermi. di dare tutto quello che ho capito e conosciuto di me. Perche’ conoscersi da soli e’ una fatica che necessita di quattro occhi e molte mani. avrei voluto che fosse un amore a mostrarmi i miei nei, o a conoscere le mie cicatrici, la linea che creano le mie ossa, la strana forma delle mie orecchie. Conosco ogni cosa di me, ogni giro che fa la mia pelle, ogni difetto delle mie rughe. Conosco quella sottile linea che congiunge la mia gola allo stomaco e che sento tutte le volte che provo una delusione.
NOn sono felice e conosco la mia tristezza. So che il futuro potrebbe essere diverso da quello che vorrei, che pero’ bisogna sempre stare in piedi…
Ma vedi marmok, questo chi lo dice? perche’ io devo sempre stare in piedi? in piedi al lavoro, in piedi con la famiglia, in piedi con gli amici, in piedi con l’amore, in silenzio, mentre lui cerca di capire, capire, capire…. cosa vuoi capire piu’ di cosi’? di cos’altro hai bisogno? non lo senti anche tu? non lo vedi anche tu? Di che amore sei capace se poi non sei capace di questo amore? Quanto bisogna tremare e quanto ancora stringersi perche’ tu riesca a vedere quello che e’ li’, talmente chiaro da rendere ubriachi di felicita’…
perche’ io devo stare in piedi quando tutto mi tira giu’? E’ come andare contro la gravita’… io sono stanca, fatemi crollare per terra e poi lasciatemi in pace, perche’ sono stanca di tenere tutto in piedi quando nessuno, nessuno aiuta me a tenere tutto in piedi. sono stanca, stanca da morire, stanca che sarebbe ora che qualcuno venisse a prendermi e a mettermi a letto, mi dicesse che non devo piu’ preoccuparmi di mille cose, ma solo di 500, perche’ alle altre 500 ci pensera’ lui da quel momento in poi.
Io ho trovato l’altra meta’ di me. mi conosco. sono intera, non devo piu’ cercarmi, ma qualcuno deve trovarmi. perche’ sono davanti a lui, in piedi ancora, ma per poco, perche’ davvero inizio a non farcela piu’. io ci sto credendo, ci sto credendo tantissimo, ma questa volta non sono pronta ad un no, cazzo la vita me lo deve, un cazzo di si me lo deve!