marmoks 2007

il manuale dei giovani marmocki

Via con me…Alias Crash test Aprile 25, 2007

Archiviato in: demarmockification — ciceberenice @ 8:59 pm

… Come si fa a dire a qualcuno “Vieni via con me?”… Come si fa a convincere gli altri della vita che vorresti solo tu? A fare in modo che tutti credano in cio’ in cui credi tu, all’opportunita’ di cio’ che dici, all’esattezza delle tue parole?

… Caro marmok,

a volte vorrei essere una mobilitatrice di folle, vorrei portare la parola… Diventare la nuova Parola! Senza cadere nel vecchiume del femminismo, senza scadere nella volgarita’ delle cose scontate… Eppure resto qui, immobile, rassegnata ormai alle facce allucinate di chi mi ascolta e pensa che devo aver preso una botta pesante…

Marmok, perche’ la gente non vede? perche’ nessuno fa qualcosa? Inizio a sentire un prurito sotto le ascelle, come quando sento che e’ il momento di agire, di costruire e gettare seme… (ma sto parlando come una cattolica!!!)…

Insomma ho un’idea. Un’idea grande, un’idea di quelle che cambia il mio mondo e soprattutto quello degli altri…

Ora e’ ancora molto fragile, ma fidati, e’ roba che funziona, e’ coscia, non patatina!

Deve essere l’avvicinarsi del mio viaggio nell’Iperluogo, oppure l’arrivo dei primi soli caldi, ma veramente caldi…

mi sento che sta per accadere qualcosa di grande, di importante, ma non le solite cose fuffe! Qualcosa che creera’ un terremoto nella mia vita, ma un bel terremoto, di quelli che buttano a terra le costruzioni abusive della mente e fanno nascere dei fantastici centri sportivi, dei parchi naturali… Capisci?

E’ un po’ che ho perso le tue tracce… Sei andato a Campobasso?

Marmok, riusciamo a smarmockiare quel cazzo di calendario?

tra un po’ si fa il 2008… Visto che anche quest’anno non dovro’ organizzare il mio matrimonio, potrei avere del tempo per mettere fine a questo progetto e inviarlo ai nostri 27 lettori…

Quando torni da NOwhere fammi uno squillo…

Bacibaci

 

porridge Aprile 6, 2007

Archiviato in: demarmockification, londinium, peccati di gola — hotzeplotz @ 12:34 pm

cara Marmok,

avevo accettato in qualche modo il fatto che dai e dai, fossi giunto a considerare il cheddar un formaggio normale… no, non parlo di quello arancione che si illumina al buio, quello superstagionato che al pezzo costa più di una sessione dal parrucchiere di voi donne ma che almeno sa di formaggio e non di plastica…

ma ieri è successo l’irreparabile. un po’ come quando ti trovi con supermario sull’orlo del precipizio, e ci cadi dentro e oltre a perdere un po’ di vita ti trovi in un mondo parallelo tutto strano da cui non riesci più a tornare alla sezione normale del livello, insomma.

ero al supermercato e stavo per mettere nel cestino una nuova confezione di muesli… però ho pensato che alla fin fine non mi andavano più, che no ho abbastanza di roba ultradolce al momento, e ho passato un quarto d’ora a esplorare i vari cereali a disposizione per scegliere qualcosa di non iperglicemico e che non fosse junk food tipo le robe che mangiano i bimbi autoctoni che poi si fa prima a saltarli via che a girarci intorno…

alla fine ho scelto: confezione SO Organic verde e rassicurante (cibo biologico fuffetto per ridere insomma) di Oats. La confezione diceva che si può aggiungere zucchero o sale, quindi era LA scelta giusta: qualcosa di leggermente triste, poco colorato e non multivariato come il muesli e l’omonima analisi, in teoria salutare, gusto neutro, percentuale sana di zuccheri…

Bene.

Questa mattina prima colazione con l’avena, dunque.

L’orrore.

Cioè, di per sé il gusto non è neanche male. Ma la preparazione è disgustosa – versare acqua bollente su questo mix di avena tritata e polverizzata, aspettare qualche minuto finché diventi un blob molliccio e caldino… No, no, no… questo è troppo… Ma dov’è il croissant francese tutto burro e peccato di gola? Dov’è la fetta di pandoro tutto zucchero a velo e desiderio di consumarne venti fette per volta? O anche la piadina scaldata sotto il grill, spalmata di marmellata di lamponi e crema di cacao e arrotolata?

Cioè, hai capito? Uno inizia ad accettare il cheddar e finisce per mangiare il porridge. Che da piccolo solo il nome mi faceva ridere perché pensavo che fosse un blob di verdura ad alta concentrazione di porri, e l’idea che qualcuno potesse fare colazione a porri e fagiolata puoi immaginare quanto scatenasse la mia ilarità.

Beh, domani mattina colazione con croissant farcito con gorgonzola :)

Ah no, che poi il papa s’inkazza che non faccio abbastanza penitenza in questi giorni di dolore universale…

 

Smarmockia la Melpy Marzo 29, 2007

Archiviato in: demarmockification — ciceberenice @ 7:01 pm

E’ primavera, tempo buono per cominciare il PGS: Progetto Grande Spolvero!

La Melpy si smarmockia!

Eh si, ragazzo: basta vecchia vita! basta vecchi luoghi! basta vecchia Melpy!

E’ scoccata l’ora: cambiano i punti di riferimento, si volta pagina, anzi: si svolta!

Ed e’ cosi’ che ho cambiato città,ho cambiato casa e lavoro.

Le cose non vanno male, si fa un po’ di fatica all’inizio, quando bisogna ricominciare a svegliarsi presto la mattina, quando il tempo per sè si riduce nel giro di 24 ore al niente e devi abituarti al clima salino di una citta’ trovata cambiata, rinnovata e giovane!

Dunque marmock, ogni fase di cambiamento porta con sè pensieri e riflessioni acute. Oggi ho appreso di essere in media con le donne europee nel vestiario: tutte noi preferiamo vestirci di nero… Mica solo le vecchie vedove di un tempo! no, tutte, tutte quante!

e questa certezza riscontrata nelle mie compagne di genere mi infonde grande fiducia nel domani…

Non importa se nella mia nuova casa manca la cucina, manca il forno…Il frigo…IL BIDET!

…L’importante e’ abituarsi… Ecco…Io sto cercando di abituarmi, diciamo cosi’…Non e’ difficile, basta essere capaci di cementare l’assenza di quelli che non sono altro che benefit della vita casalinga, alla riscoperta dei vecchi metodi..Io mi sto smarmockiando facendo un salto al passato e tornando nelle braccia di mamma Natura…

Papa’ sarebbe orgogliosissimo della mia casa, che non ha nulla da invidiare alla sua dimora di Poggio del Papa, se non che noi siamo cosi’ avanti nel ritorno allo stato primordiale che abbiamo risolto tutti i nostri problemi con un fornello da campeggio: caffe’ come se piovesse!

per il resto si mangia, a volte.

C’e’ solo una grande quesito che devo porti… Anzi piu’ d’uno.

Il problema e’ questo: come si puo’ superare la difficolta’ -prima in classifica tra noi donne- di andare in bagno in una nuova casa che ha il bagno separato dagli altri sanitari (bidet:sysmis)?

Cioe’ in una situazione del genere una non e’ che puo’ dire “scusa, vado un attimo a lavarmi le mani” oppure “non so dove ho messo il cellulare, vado a cercarlo in bagno!”: no, in una situazione del genere e’ chiaro che devi proprio andare in bagno…

E poi:mettiamo il caso che tu non voglia far sentire il rigolo di pipi’ che fa un rumore allucinante se centri il buco…

non puoi capire, sono quattro giorni che cerco di stimare le coordinate esatte per evitare che qualcuno mi senta fare la pipi’ con l’eco eccessivo prodotto dal rimbombo…

fare la pipi’ e’ diventato faticoso come girare la polenta: un pelino avantiiii… no! no! fermatiii! devi tornare indietro e spostarti un po’ piu’ a destra!dai cretina che cazzo stai combinando?!

Si, perche’ nonostante la mia solida esperienza nel settore “Non centro il buco mentre faccio la pipi’”, qui nella versione dei cessi di Super marmock 2007 c’e’ una difficolta’ in piu’: la conchetta prima del buco.

Fottuta: non c’e’ carta igienica che possa attutire, non c’e’ spazio ai lati in cui agire! Devi fare rumore….

E allora sto cercando di aggirare l’ostacolo in un altro modo: faccio la pipi’ quando il mio fido amico David dorme, non c’e’ o ascolta la musica!

ma apriamo brevemente il capitolo bidet. parliamoci chiaro: la donna al bidet non rinuncia.

E allora niente: si va di vasca… Solo che l’altra mattina per uno stupido errore di allungamento stavo per spaccarmi la testa! Un pelino ancora piu’ indietro e mi sarei trovata a gambe all’aria con la testa completamente sfracanata sul rubinetto…

Vivere e’ diventato difficile marmock, anche per una donna semplice come me…

 

assholes Marzo 27, 2007

Archiviato in: demarmockification, londinium, pranks — hotzeplotz @ 10:42 pm

So, what do you do when you have (yet again) a huge frontal clash with your ex-landlord, who happens to be pitiable human waste as probably any landlord in this town?

(By the way, I think the right formula is
∀x, x = land{lord|lady} ⇒ x ≣ asshole)

Well, anyway – the short story is that I had been let an unfurnished house, and had been told that all the furniture actually there had been left by previous tenants. Since the house was now being sold (that’s the reason why I moved out, although after all the landlord decided not to sell the house because the money he would get was not enough for his greed), and he said he would throw away all the old furniture, I took with me a cracked chest of drawer, just to have something to hold my useless stuff in my new place. And the guy now says that that bunch of wooden crap is antique, that it belongs to him actually, and that he wants it back or will keep 150£ of my deposit (yes, that’s not a typo: 150£ for a bunch of rotten wood).

So this will likely go to court and the judge will have a fat laugh at that man’s idiocy, but in the meanwhile I have started the usual negotiate-warn-sue process with a finely crafted letter that is here for everybody’s enjoyment (and to pillory the landlord). Read it here for some fun. I’m obviously particularly fond of the part on my (unfortunately fake) leap year perversion towards the end.

 

Smarmockia la Melpy Marzo 26, 2007

Archiviato in: demarmockification — ciceberenice @ 9:56 pm
 

biciclette Marzo 25, 2007

Archiviato in: biciclette, demarmockification — hotzeplotz @ 8:46 pm

che la bicicletta sia il mio mezzo di trasporto preferito non è un gran mistero – aver imparato ancora prima di prendere la patente a usare il cambio dell’automobile senza neanche sfiorare la frizione, è stato un achievement particolarmente marmockio – ma nessuna sinfonia di ingranaggi automobilistici (e stiamo parlando di utilitarie: niente SUV, siamo inglesi) può superare il discreto fruscio di ingranaggi di bicicletta ben oliati, mentre la campagna brianzola scorre via veloce a lato e la strada si dipana sotto le ruote sottili di una bicicletta da corsa.

e in effetti le biciclette sono state una presenza costante nel lungo processo di demarmockificazione – fedeli compagne, affidabili e sempre presenti, proprio come un SUV, ma senza monossido di carbonio, benzene, fumi vari, e queste cose qui. e con un cuore di panna.

in questi giorni sto scegliendo una nuova bicicletta per la mia mobilità urbana londinese, e mentre leggevo liste infinite di una varietà insondabile di ingranaggi, sellini, telai, mozzi, ruote e quant’altro, mi tornavano pian piano in mente le fedeli compagne a due ruote di questi anni, e un bel po’ di ricordi anch’essi rigorosamente a due ruote.

così ho deciso di intrattenervi con una serie di posts sulle bici della mia vita, con qualche foto, se ne trovo.

inizio da una breve lista, citando per ciascuna il soprannome e un ricordo…

  • il primo amore: minuscola bicicletta azzurra, ufficialmente prima della serie.
    due secondi dopo essermi seduto sul sellino avevo deciso che lo scopo principale del mio rapporto con le biciclette sarebbe stato capire come andare il più veloce possibile
  • la molleggiata: con un po’ di ritardo sulle mode del tempo (ma il vero fashionista si prende sempre il suo tempo), una mini-bici rossa, kattiva e supermolleggiata. due secondi dopo essermi seduto sul sellino avevo deciso che lo scopo principale del mio rinnovato rapporto con le biciclette sarebbe stato cercare di compiere le più spericolate acrobazie possibilmente senza spaccarmi i nuovi denti che all’epoca mi stavano spuntando
  • cuore nero: la vecchia bici del nonno, nonché del babbo. nera, splendida e sempre affidabile, robusta e piacevole da guidare. su cuore nero ho imparato a guidare senza mani, senza neanche volerlo
  • maffioletti: la poderosa e leggerissima bici da corsa del babbo. con questa cercai di avventurarmi in cima a Montevecchia sotto il sole verticale di un mezzogiorno di piena estate, e se non vidi la Madonna fu solo per miracolo
  • la poderosa: ancora in ritardo sulle mode, fu la mia prima mountain bike. più di ottocento chilometri sulle colline d’Irlanda dopo l’esame di maturità. mi avrebbe portato in capo al mondo se non l’avessero rubata alla stazione di Robbiate
  • argentovivo: regalo di compleanno che sostituì la poderosa. leggera e velocissima. per la prima volta ebbi l’impressione di poter salire con la bici anche su una parete verticale
  • rover: prima (e per il momento unica) bicicletta a Londinium. ovviamente il ricordo più importante è di lei nell’ingresso di 65BS, parva domus sed apta mihi
 

primavera Marzo 20, 2007

Archiviato in: demarmockification — hotzeplotz @ 6:17 pm

ma è un mito la Melpy che mi propone di iniziare a scrivere un blog a quattro mani proprio all’inizio della primavera…

primavera per modo di dire, visto che qui a Londinium oggi pomeriggio nevicava…

forse potrei iniziare con le novità del momento, allora… e direi che per oggi la novità è l’esperimento “smarmockia il telefonino”: da questa settimana spengo il telefono domenica sera prima di andare a dormire e lo riaccendo solo il mercoledì mattina.

ma quasi quasi non lo riaccendo proprio più… non mi manca per niente. ho sempre pensato che mi tenesse in contatto con gli amici, e ora è solo un pezzo di plastica abbandonato in mezzo alle cartoffie della mia stanza, che mi sveglia con uno squillo ad alto coefficiente di fastidiosità alle 8.01 del martedì, mercoledì e giovedì – e ancora per un po’ di settimane anche il venerdì.