marmoks 2007

il manuale dei giovani marmocki

Allacciatrice di mondi Maggio 25, 2008

Archiviato in: Uncategorized — ciceberenice @ 12:39 pm

Caro Marmock,

dimentico qualsiasi cosa, anche farmi firmare gli straordinari, ma non riesco mai a dimenticarmi la password del nostro angolo di comunicazione. Pur cercando di evitarlo in tutti i modi, arriva sempre la domenica in cui ti cerco, per trovare risposte ai miei mille “Perchè?”.

Mentre tu sei a zonzo per la California qui accadono cose strane.. per cui cerco un senso, anche se credo di averlo in parte già trovato. Senti questa storia, senza ridere troppo, perchèpur nella sua ilarità mi ha fatta più piangere che altro..

Martedì sera, con il fare assente e inconsapevole di cui mi vesto negli ultimi periodi, convinta di andare da un banale fisioterapista, mi ritrovo davanti ad un calendario maya, a sentire la mia anamnesi. In altri momenti te l’avrei raccontata diversamente questa storia, ma ora devi accontentarti… Insomma, mi fa quattro domande, mi fa scegliere un colore, poi un altro ancora… E poi si comincia…

“Tu arrivi qui in un giorno molto particolare, arrivi nell’espressione della massima potenza di questo giorno. Mi da una cifra di euro che non conosci, perchè fanno parte di un regalo e ti fidi di me al punto che mi dai in mano questa cifra, mi dici fanne quel che si può per il mio collo. IO conto la cifra e mi riappare un numero sacro. Devo studiare il tuo kin, sarà questo il mio regalo per i tuoi 30 anni.”.

Che te lo dico a fare… Non ho capito niente di quello che mi stava dicendo e a parte pensare ” va beh, mo’ pero’ fammi sto massaggio che c’ho fretta” non riuscivo a fare nulla.. E poi si ricomincia

” Avevo capito che eri una persona particolare. Alice, tu sei un’allacciatrice di mondi, lo sei a livello cosmico, al livello piu’ alto del livello cosmico. Il tuo ruolo nella società e’ quello di fare da ponte, di far comunicare tutto cio’ che normalmente non comunicherebbe, tu unisci le diversità, tutto ciò che è contrapposto, tu metti insieme persone che non potrebbero dialogare senza il tuo intervento, medi tra le situazioni, dirimi i conflitti. Sei il passaggio tra vita e morte, tra bianco e nero… Tutto questo lo fai a spese di te stessa, perchè quando scegli, scegli pensando a ciò che farebbe bene agli altri senza chiederti se fa bene anche a te. E spesso a te non fa bene per niente. tant’è che mi scegli il blù. Il problema e’ che tu fai comunicare gli altri, ma non comunichi te agli altri, non dici di cosa hai bisogno e come ti senti e alla fine ti senti incompresa, resti fuori dal mondo e non raggiungi mai i tuoi obiettivi. I tuoi rapporti con gli altri spesso mancano di te, dei tuoi desideri.

E’ arrivato pero’ il momento in cui tu senti di non farcela piu’. Non hai piu’ la forza di sorreggere il mondo. Devi disfarti di qualche peso, il tuo collo te lo chiede. La tua mente te lo chiede. Adesso devi smetterla, adesso non puoi piu’ fare quello che hai fatto finora. Oppure devi scegliere di spostare i tuoi obiettivi verso qualcosa di diverso: devi riuscire a trarre gioia e devi considerare obiettivi stessi quelli di far felici gli altri, se riesci a sentirti felice rendendo felici gli altri potrai farcela, altrimenti cambia. Se vuoi la tua felicita’ diversamente cambia, devi cambiare. Tu non hai piu’ fiducia in te stessa, non credi piu’ nemmeno negli altri. Devi iniziare a occuparti di te”…

Questo il succo di un discorso che e’ andato avanti, con un’altra decina di numeri, glifi, livelli, tutti sacri, tutti spirituali.

Allora Marmock, a parte tutte le mie stronzate, a parte i maya ed i loro geni spazzatura da cui verrebbero fuori tutti questi kin… Non fanno per me queste cose, lo sai, io sono una blasfema, una senza ritegno… Ma da martedi’ sera non succedono altro che disastri… Io che sbrocco con la mia capa, che cado per terra perche’ mi gira tutto, che dimentico cose ovunque… Che sfascio un furgone a noleggio…

Marmock, io sto uscendo pazza, vorrei davvero cambiare qualcosa, avere il coraggio di farlo. Sto pensando di farlo, di farlo davvero, nonostante tutta la normalita’ che cerco di dare alla mia vita… andare a vivere da sola, comprarsi uno scooter…

Si, va bene. ma allora perche’ io sento che non e’ questo quello che devo fare?

 

One Response to “Allacciatrice di mondi”

  1. hotzeplotz Says:

    beh marmockia,
    a me non l’hanno detto i numeri dei maya, ma credo di essere un po’ nella stessa situazione. “stiamo lavorando per voi”. il pensare ciò che farebbe bene agli altri, insomma.
    ti dirò di più: il giorno prima del tuo weekend a Londra avevo ospitato per un’ora questa ragazza che stava facendo esperienza di counselling e che cercava cavie per sessioni di prova, e non avendo problemi seri da discutere (per la serie sono un ragazzo fortunato perché mi hanno regalato un sogno, perché non c’è niente che ho bisogno etc.) avevo proposto di chiacchierare proprio di questo.

    beh, anche dopo quella chiacchierata continuo a non trovarci nulla di male. continuo a credere che se Atlante può reggere con grazia il mondo sulle proprie spalle, è solo perché sa ben stare in piedi da sé, e solidamente.
    e che se sa stare solidamente in piedi da sé è anche perché sa come reggere con grazia il mondo sulle proprie spalle. (vabbè… nel mito la cosa non è proprio così piena di grazia e senza dolore, ma un po’ di licenza poetica non fa male…).

    e continuo a credere che molte delle alternative che siamo abituati a considerare bianco/nero (far felici se stessi/far felici gli altri; vivere una vita “normale”/vivere una vita “nomade” e così via) possano essere tutt’altro che bianco/nero, per chi in bianco/nero non li vuole vedere.
    a me queste sembrano più che altro etichette che aiutano a vivere tranquilli, mentre la vita vera e la vera ebbrezza stanno in quello che accade nel grande spazio tra il bianco da una parte e il nero dall’altra.

    immagino che proprio questo spazio enorme tra i due estremi sia la terra di una allacciatrice di mondi. certo, resta il problema di far sentire agli altri quello di cui si ha bisogno. ma evitare di pensare agli altri forse è un girare intorno al problema… forse lo si impara un po’ per volta per prova ed errore, e lo si ri-impara nel tempo, perché noi stessi cambiamo, gli altri e la terra intorno cambiano… e forse la risposta non è unica perché anche se siamo abituati a pensare che il nostro ruolo è di imparare il più possibile nei nostri primi vent’anni, quindi di scegliere a cosa dedicarci, quindi di dedicarci a questa cosa fino a che non ce la facciamo più, per poi passare a vergognarci della nostra vecchiaia fino all’ultimo respiro… in realtà ogni giorno fa forse parte di un percorso in cui di definito c’è solo l’involucro e come in un cannolo il ripieno lo dobbiamo inventare noi.

    cosa metterci dentro, non saprei, ma credo che sia importante che sia buono… :)

    ma il massaggio te l’ha poi fatto, o solo pugnette e niente fatti?


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